Mentre fuori il virus non conosceva chiusure o barriere, o frontiere o beni di prima e seconda necessità, noi reclusi in casa abbiamo dovuto fare ordine, stilare priorità, fare i conti con ciò che non si può controllare e soprattutto con ciò che si deve lasciare andare. C’è chi cantava dai balconi, chi cucinava, chi leggeva, chi raccontava storie, chi cercava a fatica di lavorare, chi doveva intrattenere figli sempre più agitati, chi non sapeva come gestire genitori lontani e malati, chi semplicemente stava lì a sperare che tutto finisse al più presto.

Ecco i racconti che Alice Doro ha scritto su alcune di queste situazioni, con particolare attenzione a vissuti femminili, lasciandosi trasportare dalla fantasia e dalla sensibilità creativa che sempre dimostra con i suoi scritti.

Le storie di Arianna

«Prendi questa corona che ti farà luce con le sue gemme; prendi anche questo gomitolo di filo ti servirà per non smarrirti e trovare la strada del ritorno; io ne tratterrò un capo e starò qui ad aspettarti».

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«La donna che tu, malvagio, hai abbandonato alle belve vive ancora, e tu vorresti accettare questo fatto con indifferenza?»

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«Che questa vita non ti sia più greve; rinasci luminosa stella nel cielo»

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Racconti per una persona cara

«Caro Diario, che periodo quello della quarantena!»

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«Allora è più onesto dire che tutti i ragazzi nascono eguali e se in seguito non lo sono più è colpa nostra e a questo dobbiamo rimediare»

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«Cara Maestra, ricordi ancora il mio sorriso sdentato?»

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«Tutto ciò che hai visto, tutto ciò che hai provato, amaro e dolce, pioggia e sole, freddo e notte, è dentro di te, e pesa, ed essendo così piccola quel peso ti rende lenta»

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