L’assemblea generale delle Nazioni Unite ha designato il 25 Novembre come data per organizzare attività e sensibilizzare l’opinione pubblica in merito alla violenza contro le donne. 
In Canavese saranno molte le iniziative per informare, sensibilizzare, contrastare tale forma di violenza e aiutare le donne che tale violenza subiscono.

In particolare come Casa delle donne di Ivrea siamo state coinvolte in alcuni eventi che ci aiuteranno a tenere sempre presenti le motivazioni che ci spingono da ormai 30 anni a svolgere la nostra attività di informazione e supporto.

Il Covid ha portato segregazione e in questo periodo sono aumentati i femminicidi e gli episodi di violenza fisica e psicologica sulle donne. Nel periodo 1° gennaio–22 agosto 2021 su 74 omicidi che hanno visto come vittime donne, 65 sono state uccise in ambito familiare/affettivo. Di queste, 46 hanno trovato la morte per mano del partner/ex partner.

Come Casa delle Donne, in collaborazione con altre associazioni di donne e comuni, abbiamo organizzato uno spettacolo teatrale a Strambino il 20 novembre e a Cuorgnè il 27 novembre.
Il 25 novembre a Cascinette d’Ivrea si è tenuta una serata di letture e musiche per dire NO ALLA VIOLENZA CONTRO LE DONNE. Per finire, il 29 novembre a Ivrea la Compagnia FUORIDATUNNEL è andata in scena con BISBIGLI, spettacolo teatrale di sensibilizzazione contro la violenza domestica e di genere e si è completato con la stesura del libro BISBIGLI durante il periodo di isolamento a causa della pandemia. Abbiamo poi organizzato incontri con le volontarie della Casa nei Comuni di Parella, Quagliuzzo e Strambinello e Sabato 27 Novembre 2021 a Quagliuzzo è stata inaugurata la pensilina e la  panchina rossa antistante il Municipio con le informazioni sulla nostra Associazione.

In ogni spettacolo, in ogni incontro, abbiamo voluto ribadire il filo rosso che unisce tutte le violenze di genere:

  • La confusione che sta vivendo la vittima, soprattutto quando l’autore della violenza è un famigliare
  • La voglia di uscire dalla situazione pericolosa per proteggere se stessa e i figli
  • la paura di esser fragile rispetto ai ricatti e alle ritorsioni
  • Il pensiero che senza l’indipendenza economica sia impossibile riuscire a costruirsi un a nuova vita

Noi cerchiamo di parlare di violenza di genere in tutte le occasioni per informare e aiutare le donne a prendere coraggio e a recarsi in un qualsiasi centro di ascolto per parlare, per trovare supporto e informazioni pratiche.

Condividere idee, emozioni e paure amplia le possibilità di scegliere, possibilità che a volte, in momenti difficili, possono sembrare impossibili. Ecco perchè le volontarie della Casa offrono consulenza legale, sostegno psicologico, accompagnamento e soprattutto amicizia.

Siamo convinte che uscire alla luce e chiedere aiuto è il passo più difficile da compiere ma è il più importante!

Con gli ultimi femminicidi – avvenuti anche di fronte a soprusi accertati con ordinanze restrittive che però servono a poco se non sono controllate!- siamo sempre più convinte che prima della denuncia sia prioritario mettere queste donne in un luogo sicuro.

Infatti Il problema fondamentale che ancora non si riesce a risolvere è la protezione della donna che ha denunciato e il controllo a vista del maltrattante.

Cosa che le attuali forze di polizia non riescono a fare per carenza di personale mentre sulle convalide dell’arresto forse il nostro sistema penale è troppo garantista?

Leggiamo con piacere sulla stampa che si chiedono leggi e pene più severe per chi è colpevole di violenza, che si propongono aiuti concreti alle donne con i fondi tolti alle mafie. Noi ci auguriamo che questi utili provvedimenti – una volta giunti in parlamento – non siano affossati come il ddl Zan!