Il 25 novembre è la Giornata mondiale contro la violenza sulle donne, ricorrenza istituita il 17 dicembre 1999 dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite. La data è stata scelta come giorno della ricorrenza in cui celebrare attività a sostegno delle donne, sempre più vittime di violenze, molestie, fenomeni di stalking e aggressioni tra le mura domestiche.

Quest’anno il Covid e il colore rosso della nostra Regione, ha  impedito alla Casa delle Donne di organizzare  incontri ed eventi  collettivi per stare insieme e riflettere sul mondo delle donne, come al solito fatto di luci e ombre.

Sono luci la elezione della vice presidente  Kamala Harris in America, la nuova Rettrice Antonella Polimeni, dopo  700 anni dalla fondazione della università La Sapienza di Roma, o le meno note ricercatrici dello Spallanzani di Roma che hanno isolato per prime il virus Covid 19 e rilevato la sua velocità di riprodursi e infettare.

Sono ombre la  gravità della tragedia di Carignano, i  continui femminicidi  e, soprattutto,   il come vengono raccontati dalla stampa e dai social. L’assassino “un gran lavoratore”,  se poi suicida, è o un  depresso o  non ha saputo  sopportare la separazione, la rottura delle sue egocentriche proiezioni  di amore e famiglia. Giustificazioni che rendono le 95  vittime di quest’anno, due volte vittime.

Del resto i dati della la ricerca ISTAT 2018 sugli stereotipi  di genere sono la chiave di lettura di queste distorsioni.

Infatti, come   stupirsi  quando  il 32,5% della  popolazione tra i  18-74 anni ritiene  che per gli uomini più che per le donne sia importante il successo sul lavoro, che il 31,5% reputi  gli uomini non  adatti alle faccende domestiche, così come  il  27,9% consideri  essere l’uomo a dover provvedere alle necessità economiche  della famiglia. Soprattutto quando  il 58,8% della popolazione, senza differenze tra maschi e femmine, si ritrova in questi stereotipi.

Certamente o la percentuale aumenta col crescere dell’età (65,7%) e diminuisce fra i giovani (45,3%).

La convivenza forzata dovuta al  Covid,  in un contesto nutrito dai tanti  stereotipi, ha acuito  le difficoltà e i conflitti  interni alla coppia. Conflitti che spesso  esplodono in forme anche violente se il marito si è  trovato senza lavoro,  mentre la donna  oltre alle usuali faccende domestiche  è concentrata sulla didattica a distanza, con i  figli di  età diverse che frequentano scuole diverse.

E’ la motivazione  per cui la Casa delle donne continua faticosamente a mantenere aperto  lo sportello Alzati Eva, anche se con  appuntamenti concordati attraverso il numero telefonico 0125 49514.

Le donne vengono richiamate, e con loro telefonicamente si valuta il motivo della chiamata, il bisogno con la situazione, per fissare gli  appuntamenti in presenza. Sia per un approfondimento con le volontarie dello sportello, per un sostegno più intenso con le nostre counselor, oppure se il problema investe  aspetti di carattere giuridico,  con le avvocate.

E’ triste pensare che il 25 novembre  passerà senza  abbracci, in pieno  distanziamento sociale. Però  il mantenimento delle attività anche se ridotte, è il nostro modo  di continuare ad essere dalla parte di Lei  e tener fede al patto fondativo:  NON SEI  SOLA.

Intanto a presto rivederci.