Per abbandonare la violenza domestica e tornare a volare: riflessioni su uno spettacolo

L’attrice Francesca Brizzolara, con il suo spettacolo “Volo” , organizzato da noi in collaborazione con l’assessorato alla cultura del Comune di Banchette,  ha emozionato una vasta platea di donne e uomini  con una performance intensa e toccante, nei tratti commovente e – purtroppo – smaccatamente realista.

Nella occasione della Giornata Nazionale contro la violenza di genere abbiamo voluto affrontare il tema della violenza domestica. I dati dicono che 8 violenze  (denunciate o note per femminicidio) su 10 partono nelle pareti di casa ma sappiamo che un altissimo numero di donne subisce violenza domestica senza dichiararla, in solitudine e, a volte, per anni e anni. Abbiamo fortemente voluto questo spettacolo per tener alta l’attenzione su un tipo di violenza sotterranea, a volte svilita nella sua estrema pericolosità, e per usare il linguaggio artistico che, attraverso l’emozione, lascia più tracce nel sentire delle persone che tanti momenti teorici!

Infatti l’attrice, con momenti di alta tensione e drammaticità, ci ha fatto sentire sulla pelle tutti i vissuti di una donna vittima di violenza nella sua stessa casa, la sua paura, la solitudine, la denigrazione, le botte … fino al momento del coraggio, della fuga, della denuncia. Percorsi difficili, in cui l’autodeterminazione è fondamentale perché la strada sembra bloccata da ogni parte: restare in casa con la paura e il rischio di morire o andare, cercare una nuova libertà e rischiare di morire? Percorsi ancor più complessi e conflittuali se ci sono figli.

In una commovente nota finale, quando le situazioni per la protagonista dello spettacolo si sono un po’ appianate (dopo un lungo percorso di lavoro su se stessa), arriva il riconoscere all’uomo maltrattante l’esser prigioniero dei suoi comportamenti, a suo modo vittima con bisogno di aiuto. La guarigione è un percorso che interessa sia la donna che l’uomo, entrambi incastrati in un rapporto malato dal quale è importante che si smarchino.

Siamo sicure che lo spettacolo abbia lasciato in ognuno degli spettatori una forte emozione che speriamo porti a non far finta di niente quando si intuisce una violenza non dichiarata, a infondere coraggio e a sostenere la donna in difficoltà, senza pregiudizi. Riconoscere la violenza che si subisce è il primo passo per uscirne: anche se a volte sembra che niente e nessuno possa aiutare la vittima, ci sono forme di aiuto disponibili. Rivolgersi a un centro antiviolenza può aiutare trovare la strada. Questo vale anche per gli uomini maltrattanti che, riconoscendo la loro deriva, cerchino di uscirne.

Si parla sempre e giustamente di prevenzione: in questa ottica riteniamo che lo spettacolo “VOLO” vada visto nelle scuole, per aiutare le giovani donne a capire i segnali di pericolo fin dall’inizio del rapporto, per coltivare l’idea che può capitare a tutte – e non solo alle sfigate- di cadere in un rapporto malato e far capir loro che uscire da una situazione di violenza si può, non solo si deve, per esser libere di esprimere se stesse per quel che si è, senza vincoli e limitazioni.