Vi invitiamo al leggere l’interessante articolo di Lisa Gino apparso su VarieEventuali che riporta una intervista al nostro presidente Letizia Carluccio.

Cosa succede sul fronte delle donne per cui la casa non è un luogo sicuro? Chi si occupa di loro?

Sono 19 le donne, con o senza figli minori a carico, seguite da vicino dalla Casa delle Donne d’Ivrea e nessuna di queste, per il momento, si trova in una condizione di pericolo. L’attenzione, comunque, resta alta

Mentre fuori il virus non conosce chiusure o barriere, o frontiere o beni di prima e seconda necessità, noi reclusi in casa dobbiamo fare ordine, stilare priorità, fare i conti con ciò che non possiamo controllare e soprattutto con ciò che dobbiamo lasciare andare. C’è chi canta dai balconi, chi cucina, chi legge, chi racconta storie, chi cerca a fatica di lavorare, chi deve intrattenere figli sempre più agitati, chi non sa come gestire genitori lontani e malati, chi semplicemente sta lì a sperare che tutto finisca al più presto. In genere la casa è ristoro e conforto, ma non per tutti. Ci sono donne per le quali la casa è la fonte primaria di paura e sofferenza e doverci restare chiuse può significare essere in serio pericolo (la violenza sulle donne era ed è una delle emergenze del paese). Raccogliamo una preoccupazione che si è espressa anche a livello nazionale, lo abbiamo letto sui giornali, e vediamo cosa succede da noi, qui nel nostro Eporediese.

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