L’anno è iniziato con il secondo lockdown, tutti i servizi chiusi e restrizioni riguardo movimenti e spostamenti. Già dal primo momento  abbiamo avuto la sensazione che  le convivenze obbligate -smarth working, dad, disoccupazione- creassero tensioni e intolleranze nelle coppie mal assortite e all’interno di  famiglie problematiche.

Conseguente la decisione di non chiudere la Casa,  riorganizzare il servizio, cercare soluzioni diverse.

LO SPORTELLO

Per far sapere che si continuava ad essere presenti in una  situazione dove i luoghi erano diventati infrequentabili  tranne quelli  per i beni di prima necessità, sono stati affissi in tutte le farmacie – frequentate soprattutto dalle donne-,  dei volantini che riportavano il 1522,  il numero nazionale antiviolenza e quello della Casa con le indicazioni per trovare risposte immediate e  percorsi di aiuto.

In quello stesso periodo di vuoto, con  altre due associazioni impegnate nel campo del contrasto alla violenza domestica -Le Violette e Punto a capo-,  con  il vice questore di Ivrea,  in video conferenza, si è cercato  uno scambio   di informazioni per trovare   modalità di intervento e collaborazione  perché attraverso sensori diversi  la preoccupazione dell’aggravarsi della pericolosità e della complessità era avvertita. Infatti con l’estate e con la ripresa delle attività di sportello nei locali sanitarizzati, con  appuntamenti telefonici per non avere utenze simultanee, abbiamo incontrato situazioni cui le offerte tradizionali di ascolto, consulenza legale e sostegno psicosociale si dimostravano  insufficienti.

La pandemia aveva stravolto la routine dello  sportello rivelando  vicende molto  complesse che richiedevano   interventi di più attori, organismi e strutture  assieme a   necessità  non differibili, per cui è  apparso evidente che occorreva rivedere una diversa tessitura tra  prestazioni interne ed esterne.

All’interno, con le volontarie più esperte e le nuove, il  gruppo di legali, si è deciso di avviare un metodo di intervento che riguardasse l’integrazione orizzontale del momento dell’accoglienza e dell’ascolto,  della presa in carico e del ricorso alle  competenze disponibili  come un unico organismo, un team  con l’avvertenza  di comunicare le azioni  singolarmente  intraprese,  allo scopo di controllare il processo ed eventualmente integrarlo con nuove competenze, riducendo al massimo i tempi.

All’esterno invece, il creare reti di dialogo e collaborazione è stato meno semplice. Molti organismi sono autoreferenziali grazie a  professionalità certificate, sottoposti a regole rigide o selettive, con obiettivi  precisi, che  al posto della condivisione  delegano  ad altre strutture specialistiche, anch’esse rigide. Relazioni a cascata senza una sintesi comune, in cui la donna   si sente come palleggiata, trasferita in luoghi diversi dove i suoi problemi vengono scomposti tra risposte parziali che lei percepisce  insoddisfacenti.

Ecco i dati dello Sportello:

Accessi totali anno 2021: 59

7 gennaio, 4 febbraio, 5 marzo, 4 aprile, 4 maggio, 6 giugno, 4 luglio, 4 agosto, 6 settembre, 9 ottobre, 2 novembre, 4 a dicembre  In totale 58 donne, un’adolescente indirizzata poi alla Associazione Violetta perché aveva bisogno di un trattamento di psicoterapia,  con 51 minori relativi a 28 donne.

La provenienza: Ivrea città 29, e le altre dai comuni dell’immediato hinterland.  

Le italiane 44, straniere 15.

Fasce di età rappresentate dai 22 ai 65 anni.

Il maggior numero di accessi per fascia di età : 22-35 (13), 40 (21), 50 (22),  over 60 (3).

Le segnalazioni e l’invio sono avvenute n.4 dai carabinieri e n. 4 dalle assistenti sociali. I  rimanenti accessi riguardano il  sentito parlare  dello sportello da conoscenti, oppure il  consiglio  di donne che avevano usufruito del servizio.

E ancora dal  sito www.casadonneivrea.it  e/o face book, volantini.

I motivi prevalenti della richiesta di colloquio concernono  relazioni complesse e difficili in famiglia, separazione,. aiuto per presenza figli minori, violenza fisica, psicologica, stalking.

Presa in carico e tipo di intervento: 17% richieste multiple (legale+ psicologa/counselor/mediatrice familiare).

35%  solo relazioni di aiuto (psicologa, counselor, mediatrice familiare) ,48% richieste di natura legale

I LABORATORI

Con gli inizi di luglio sono terminati 3 laboratori settimanali, iniziati tra aprile e maggio:

  • Il potere delle immagini– 14 incontri di tipo esperenziale basati sulla psicofiaba.
  • Scrittura autobiografica– 7 incontri per ritrovare la propria storia in un contesto di condivisione.
  • Counseling corporeo– 5 incontri per un lavoro  finalizzato al riequilibrio tra corpo e mente.

Tante idee, iniziative, risultati e poi…. il 9 settembre abbiamo la notizia dello sgombero della caserma Valcalcino e della sede! Per la Casa delle donne come un pugno in faccia, improvviso inaspettato. Leggi l’articolo dettagliato: http://www.casadonneivrea.it/sede-provvisoria/

Purtroppo pare che un ritorno alla vecchia sede sia improbabile perchè l’edificio ha effettivamente problemi strutturali, il cui ripristino è antieconomico. Purtroppo la sede temporanea non ha le caratteristiche di cui la Casa ha bisogno. 

Il nostro territorio ha bisogno della Casa delle donne per offrire servizi, consulenze e spazi di espressione.

Di conseguenza, con la stessa volontà e ostinazione, si andrà avanti nella richiesta di una nuova sede!